La fascite plantare

sig.ra marina venturi • 18 febbraio 2026


IL PIEDE: STRUTTURA, FUNZIONI E PRINCIPALI PATOLOGIE

1. Introduzione

Il piede è una struttura anatomica complessa e fondamentale per il movimento e l’equilibrio del corpo umano.
Sostiene il peso corporeo, consente la camminata e la corsa e contribuisce in modo determinante alla postura.



2. Anatomia del piede

Il piede è composto da 26 ossa, organizzate in tre regioni principali.

2.1 Tarso (parte posteriore)

Comprende 7 ossa, tra cui:

  • Calcagno → è l’osso del tallone ed è il più grande del piede.
  • Astragalo → collega il piede alla gamba e trasmette il peso corporeo.

2.2 Metatarso (parte centrale)

Formato da 5 ossa lunghe chiamate metatarsali.

2.3 Falangi (dita)

Costituite da 14 ossa che formano le dita del piede.



3. Elementi strutturali fondamentali

3.1 Archi plantari

Il piede presenta tre archi che distribuiscono il peso corporeo e assorbono gli urti:

  • Arco longitudinale mediale
  • Arco longitudinale laterale
  • Arco trasversale

Gli archi funzionano come una vera e propria molla naturale, garantendo elasticità e adattamento.

3.2 Articolazioni e legamenti

Il piede possiede numerose articolazioni e legamenti che permettono:

  • Stabilità
  • Elasticità
  • Adattamento ai diversi terreni

3.3 Muscoli e tendini

  • Muscoli intrinseci → permettono movimenti fini delle dita
  • Muscoli estrinseci → controllano movimenti più ampi
  • Tendine di Achille → collega i muscoli del polpaccio al calcagno ed è essenziale nella fase di spinta.



4. Funzioni del piede

Il piede svolge quattro funzioni principali:

  1. Sostegno del peso corporeo
  2. Mantenimento dell’equilibrio
  3. Assorbimento degli urti
  4. Propulsione durante la camminata e la corsa



5. Il piede durante la camminata

La camminata si articola nel ciclo del passo, suddiviso in fasi.

5.1 Contatto iniziale (appoggio del tallone)

  • Il primo punto di contatto è il calcagno.
  • Il piede è leggermente supinato.
  • Funzione: assorbimento dell’urto.

5.2 Fase di carico (appoggio completo)

  • Il peso si trasferisce verso il centro del piede.
  • Gli archi plantari si abbassano leggermente.
  • Il piede entra in pronazione per adattarsi al terreno.
  • Funzione: stabilità e adattamento.

5.3 Fase di spinta (propulsione)

  • Il peso si sposta sull’avampiede.
  • L’alluce svolge un ruolo fondamentale.
  • Il tendine di Achille contribuisce alla spinta.
  • Funzione: propulsione.

5.4 Fase di oscillazione

  • Il piede si solleva.
  • Le dita si estendono per evitare l’inciampo.
  • Preparazione al passo successivo.



6. Tipi di piede

  • Piede normale
  • Piede piatto → arco plantare ridotto
  • Piede cavo → arco plantare accentuato



7. Principali problematiche del piede

7.1 Problemi strutturali

Piede piatto

Riduzione o assenza dell’arco plantare.
Può causare dolore, affaticamento e alterazioni posturali.

Piede cavo

Arco plantare molto accentuato.
Può provocare instabilità e sovraccarico sull’avampiede.

Alluce valgo

Deviazione dell’alluce verso le altre dita con formazione della tipica “cipolla”.
Può causare dolore e difficoltà nella deambulazione.


7.2 Patologie infiammatorie

Fascite plantare (fasciopatia plantare)

È una delle cause più frequenti di dolore al tallone.
Coinvolge la fascia plantare, una robusta banda fibrosa che collega il calcagno alle dita e sostiene l’arco plantare.

Nei casi cronici si parla più correttamente di fasciopatia plantare, poiché prevale la degenerazione del tessuto.

Sintomi principali:

  • Dolore sotto il tallone
  • Dolore intenso al mattino
  • Fastidio dopo riposo prolungato

Trattamento:

  • Riposo relativo
  • Ghiaccio
  • Stretching
  • Plantari
  • Fisioterapia
  • Farmaci su indicazione medica



Tallonite

La tallonite è un termine generico che indica dolore al tallone, ma non specifica la causa.

Può derivare da:

  • Fascite plantare
  • Infiammazione del cuscinetto adiposo
  • Borsite
  • Stress osseo del calcagno
  • Tendinite del tendine di Achille
  • Spina calcaneare

È un sintomo, non una diagnosi.


7.3 Altri disturbi

  • Artrosi del piede
  • Gotta
  • Neuroma di Morton
  • Calli e duroni
  • Verruche plantari
  • Micosi




8. Quando consultare un medico

È importante rivolgersi a uno specialista in caso di:

  • Dolore persistente
  • Gonfiore importante
  • Difficoltà a camminare
  • Deformazioni progressive



Conclusioni

Il piede rappresenta una struttura biomeccanica estremamente sofisticata, capace di combinare stabilità ed elasticità in ogni fase del movimento.

Durante la camminata, lavora come un sistema dinamico che:

  • assorbe gli urti,
  • si adatta al terreno,
  • sostiene il peso corporeo,
  • permette la propulsione.

Alterazioni strutturali o sovraccarichi funzionali possono compromettere questo delicato equilibrio, causando dolore e limitazioni funzionali.

La prevenzione — attraverso calzature adeguate, stretching regolare, controllo del peso e incremento graduale dell’attività fisica — rappresenta uno strumento fondamentale per mantenere il piede in salute.

Prendersi cura del piede significa preservare non solo la qualità del cammino, ma anche il benessere dell’intero sistema muscolo-scheletrico.


Autore: sig.ra marina venturi 28 gennaio 2026
La mano: struttura e parti anatomiche La mano è una delle parti più importanti del corpo umano. Grazie ad essa possiamo afferrare gli oggetti, scrivere, comunicare con i gesti e svolgere moltissime attività quotidiane. È una struttura complessa, ma può essere compresa facilmente osservandone le principali parti. Le parti principali della mano La mano è formata da tre parti fondamentali : il polso, il palmo e le dita. 1. Il polso Il polso collega la mano all’avambraccio. È formato da otto piccole ossa , chiamate ossa del carpo, che permettono alla mano di muoversi in diverse direzioni. Grazie al polso possiamo piegare la mano avanti, indietro e lateralmente. 2. Il palmo della mano Il palmo è la parte centrale della mano. Al suo interno si trovano le ossa metacarpali, i muscoli, i tendini e i nervi che permettono i movimenti delle dita e la sensibilità al tatto. La pelle del palmo è più spessa rispetto ad altre zone del corpo e presenta linee e pieghe caratteristiche. 3. Le dita Le dita sono cinque: pollice, indice, medio, anulare e mignolo . Ogni dito è formato da piccole ossa chiamate falangi : il pollice ha due falangi ; le altre dita ne hanno tre ciascuna. Il pollice è particolarmente importante perché può opporsi alle altre dita, permettendo una presa precisa degli oggetti. Altri elementi importanti Nella mano sono presenti anche: muscoli , che permettono i movimenti; tendini , che collegano i muscoli alle ossa; nervi , che trasmettono le sensazioni come caldo, freddo e dolore; vasi sanguigni , che portano sangue e nutrimento ai tessuti. Conclusione La mano è una struttura molto sofisticata, ma allo stesso tempo estremamente funzionale. Conoscere le sue parti anatomiche aiuta a capire meglio come funziona e quanto sia fondamentale per le attività di ogni giorno. Le patologie più comuni della mano La mano, essendo molto utilizzata nella vita quotidiana, è spesso soggetta a disturbi e malattie. Queste possono colpire ossa, muscoli, tendini, nervi o articolazioni. 1. Sindrome del tunnel carpale  È una delle patologie più diffuse. Si verifica quando un nervo del polso (il nervo mediano) viene compresso. Sintomi principali: formicolio e intorpidimento delle dita (soprattutto pollice, indice e medio); dolore al polso o alla mano; debolezza nella presa. 2. Artrosi della mano È una malattia degenerativa delle articolazioni, frequente soprattutto con l’avanzare dell’età. Sintomi: dolore articolare; rigidità delle dita; deformazioni delle articolazioni nel tempo. 3. Dito a scatto È causato dall’infiammazione dei tendini delle dita. Il dito si blocca durante il movimento e poi si estende improvvisamente, come uno “scatto”. Sintomi: dolore alla base del dito; difficoltà a piegare o raddrizzare il dito. 4. Tendinite È l’infiammazione dei tendini della mano o del polso, spesso dovuta a movimenti ripetitivi. Sintomi: dolore durante il movimento; gonfiore; riduzione della forza. 5. Morbo di Dupuytren È una patologia che provoca l’ispessimento del tessuto sotto la pelle del palmo. Col tempo alcune dita (di solito anulare e mignolo) tendono a piegarsi verso il palmo. Sintomi: noduli o cordoni nel palmo; difficoltà a estendere completamente le dita. 6. Fratture e traumi Cadute, urti o schiacciamenti possono causare fratture delle ossa della mano o delle dita. Sintomi: dolore intenso; gonfiore; difficoltà o impossibilità di movimento. 7. Artrite reumatoide È una malattia infiammatoria cronica che colpisce spesso le articolazioni della mano. Sintomi: dolore e gonfiore; rigidità mattutina prolungata; riduzione della mobilità. La sindrome del tunnel carpale La mano è uno strumento straordinario, ma anche molto delicato. La utilizziamo continuamente, spesso senza rendercene conto, ed è proprio per questo che può andare incontro a disturbi piuttosto comuni. Tra questi, uno dei più diffusi è la sindrome del tunnel carpale , una condizione che interessa il polso e può compromettere la funzionalità della mano. Il tunnel carpale è un piccolo canale situato all’altezza del polso, formato dalle ossa del carpo e da un legamento. All’interno di questo spazio passano i tendini che permettono il movimento delle dita e un nervo molto importante, il nervo mediano , responsabile della sensibilità e del movimento di parte della mano. Quando questo nervo viene compresso, compaiono i disturbi tipici della sindrome del tunnel carpale. Le cause possono essere diverse. Spesso il problema è legato a movimenti ripetitivi della mano e del polso, come quelli che si compiono durante il lavoro al computer o in alcune attività manuali. In altri casi entrano in gioco fattori come la gravidanza, alcune malattie (ad esempio diabete o artrite), squilibri ormonali o traumi al polso. Tutte queste situazioni possono provocare un aumento della pressione all’interno del tunnel carpale. I sintomi si manifestano in modo graduale. All’inizio si può avvertire un leggero formicolio o una sensazione di intorpidimento alle dita, in particolare a pollice, indice e medio. Con il tempo possono comparire dolore, soprattutto durante la notte, e una sensazione di debolezza nella mano. Molte persone raccontano di svegliarsi con il bisogno di scuotere la mano per trovare sollievo. Per arrivare a una diagnosi corretta è importante rivolgersi al medico, che valuterà i sintomi e potrà prescrivere esami specifici, come l’elettromiografia, utili per verificare lo stato del nervo mediano. Una diagnosi precoce permette di intervenire in modo più efficace. Il trattamento dipende dalla gravità della situazione. Nei casi iniziali può essere sufficiente ridurre le attività che sovraccaricano il polso, utilizzare un tutore, seguire un percorso di fisioterapia o assumere farmaci antinfiammatori. Quando invece la compressione del nervo è più importante, si può ricorrere a infiltrazioni o, nei casi più avanzati, a un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di liberare il nervo. Infine, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale. Fare pause durante lavori ripetitivi, mantenere una postura corretta e dedicare qualche minuto allo stretching della mano e del polso sono piccoli gesti che possono fare una grande differenza nel tempo.
Autore: sig.ra marina venturi 12 gennaio 2026
Sport e benessere fisico Lo sport rappresenta uno strumento fondamentale per il benessere fisico e mentale, favorendo uno stile di vita attivo e sano a tutte le età. Tuttavia, la pratica sportiva, soprattutto se svolta senza le adeguate precauzioni, può comportare il rischio di infortuni che incidono sulla salute e sulla continuità dell’attività stessa. Per questo motivo, parlare di prevenzione degli infortuni nello sport significa promuovere una cultura della sicurezza, della consapevolezza e della corretta preparazione. La prevenzione non riguarda solo gli atleti professionisti, ma chiunque pratichi sport a livello amatoriale o scolastico. Attraverso un corretto allenamento, l’uso di tecniche adeguate, il rispetto dei tempi di recupero e l’ascolto del proprio corpo, è possibile ridurre in modo significativo il rischio di traumi e lesioni. In questo articolo analizzeremo il legame tra sport e prevenzione, evidenziando le strategie principali per praticare attività fisica in modo sicuro ed efficace. Infortuni sportivi più comuni e come evitarli Durante la pratica sportiva, gli infortuni possono verificarsi sia negli atleti professionisti sia in chi pratica attività fisica a livello amatoriale. Molto spesso sono il risultato di movimenti scorretti, sovraccarico, scarsa preparazione o mancanza di recupero. Conoscere gli infortuni più frequenti è il primo passo per prevenirli. Distorsioni e stiramenti muscolari Sono tra gli infortuni più comuni e colpiscono soprattutto caviglie, ginocchia e muscoli degli arti inferiori. Si verificano spesso a causa di movimenti bruschi o di un riscaldamento insufficiente. Prevenzione: eseguire sempre un adeguato riscaldamento, migliorare la mobilità articolare e aumentare gradualmente l’intensità degli allenamenti. Tendiniti Le tendiniti sono infiammazioni dei tendini causate da gesti ripetitivi o da un eccessivo carico di lavoro. Sono frequenti negli sport come corsa, tennis e nuoto. Prevenzione: alternare i carichi di allenamento, curare la tecnica del gesto sportivo e rispettare i tempi di recupero. Lesioni muscolari Strappi e contratture muscolari possono insorgere quando il muscolo viene sottoposto a uno sforzo improvviso o eccessivo. Prevenzione: mantenere una buona elasticità muscolare attraverso lo stretching e ascoltare i segnali di affaticamento del corpo. Mal di schiena e dolori articolari Spesso derivano da posture scorrette, debolezza muscolare o carichi non adeguati. Prevenzione: rafforzare la muscolatura di sostegno (core), utilizzare attrezzature adeguate e curare la postura durante l’attività sportiva. In conclusione, la prevenzione degli infortuni passa attraverso la consapevolezza, la preparazione fisica e il rispetto del proprio corpo. Allenarsi in modo intelligente significa non solo migliorare le prestazioni, ma anche proteggere la propria salute nel lungo periodo. In conclusione, prevenire gli infortuni significa prima di tutto imparare a conoscere e rispettare il proprio corpo. Fare sport in modo intelligente non vuol dire allenarsi sempre di più, ma allenarsi meglio, seguendo una preparazione adeguata e graduale. Ogni attività fisica dovrebbe iniziare con un buon riscaldamento, fondamentale per preparare muscoli e articolazioni, e concludersi con esercizi di defaticamento e stretching per favorire il recupero. Anche piccoli accorgimenti quotidiani possono fare la differenza ad esempio l’utilizzo di tutori sportivi, come ginocchiere, fasce per la zona lombare o plantari per i piedi, possono essere un valido supporto nella prevenzione degli infortuni, soprattutto in situazioni specifiche. Questi strumenti aiutano a stabilizzare le articolazioni, a distribuire meglio i carichi e a ridurre lo stress su muscoli e tendini durante l’attività fisica. Le ginocchiere , ad esempio, possono offrire maggiore sostegno in sport che prevedono salti, cambi di direzione o carichi ripetuti( ad esempio sci e corsa) mentre le fasce lombari possono aiutare a mantenere una postura corretta e a ridurre l’affaticamento della schiena. I plantari , invece, sono particolarmente utili per migliorare l’appoggio del piede, correggere eventuali squilibri e prevenire dolori a piedi, ginocchia e schiena. È importante però sottolineare che i tutori non devono sostituire una buona preparazione fisica. Un uso prolungato o non necessario può portare a una riduzione del lavoro muscolare, rendendo il corpo meno efficiente. Per questo motivo, il loro utilizzo dovrebbe essere mirato e, nei casi di dolore o problemi persistenti, consigliato da un professionista. utilizzare l’abbigliamento e le calzature giuste, curare la postura e prestare attenzione alla corretta esecuzione dei movimenti aiuta a ridurre il rischio di traumi. Allo stesso modo, è importante alternare allenamento e riposo, perché il recupero permette al corpo di rigenerarsi e di affrontare lo sforzo in modo più efficace. Infine, ascoltare i segnali che il corpo invia è essenziale: dolore, stanchezza eccessiva o fastidi persistenti non devono essere ignorati. Intervenire per tempo, magari rallentando o chiedendo il supporto di un professionista, consente di evitare problemi più seri. La prevenzione, quindi, non è un limite alla pratica sportiva, ma uno strumento prezioso per vivere lo sport in modo sicuro, duraturo e benefico per la salute. l’uso di tutori come ginocchiere, fasce lombari o plantari può aiutare , ma è importante chiarire quando e come utilizzarli, per evitare un uso scorretto. Quando si parla di prevenzione, l’esperienza fa la differenza. Il Centro Ortopedico Livornese è il punto di riferimento per chi pratica sport e desidera farlo in modo sicuro, consapevole e duraturo. Grazie a una competenza consolidata nel settore ortopedico e sportivo, offriamo un servizio di consulenza personalizzata per la scelta del tutore più adatto in base allo sport praticato, all’intensità dell’attività e alle specifiche esigenze individuali. Dalle ginocchiere funzionali per sport ad alto impatto, alle cavigliere e fasce lombari per il supporto articolare e posturale, fino ai tutori per arto superiore e ai plantari sportivi su misura , ogni soluzione viene selezionata con attenzione per garantire il giusto equilibrio tra protezione, comfort e libertà di movimento. A rendere il nostro servizio ancora più completo è l’ esame computerizzato del passo , una tecnologia avanzata che consente un’analisi approfondita dell’appoggio plantare e della dinamica del cammino e della corsa. Questo strumento permette una valutazione posturale completa , fondamentale per individuare eventuali squilibri, prevenire sovraccarichi e migliorare le prestazioni sportive. Scegliere il Centro Ortopedico Livornese significa affidarsi a professionisti che accompagnano ogni sportivo, amatoriale o agonista, nella scelta più corretta per prevenire infortuni e prendersi cura del proprio corpo, oggi e nel tempo.
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